17 July, 2018

Condivido

La mia esperienza mi porta a condividere quanto scritto a Italians di Beppe Severgnini del 16 luglio 2018

Caro Beppe, sono figlia di emigrati italiani degli anni '60, anni in cui si veniva discriminati anche in modo diretto, si veniva evitati e si aveva difficolta’ ad avere alloggi decenti perche’ nessuno voleva avere a che fare con italiani. Quindi ho vissuto il razzismo in prima persona da piccola. Ma, a differenza di una persona di colore non ho mai usato la carta del razzismo. I miei genitori lavoravano entrambi e si sono dati da fare. Con gli anni siamo stati accettati perche’ eravamo una famiglia perbene. Non abbiamo mai frequentato gli altri italiani all’estero. Ho notato da anni una forte emigrazione di italiani, non solo di lavoratori ma anche di dirigenti. La cosa che hanno pero’ in comune e’ l’arroganza e la falsita’ nei modi di apparire. Predatori nati per impossessarsi di quello che gli altri hanno. Il paese di Machiavelli e’ il paese forse piu’ bello del mondo, ma il comportamento degli italiani in genere e’ deplorevole, totale assenza di moralita’ ed etica. Esiste un'enorme insicurezza che viene spenta con un esagerato senso dell’io e della propria importanza. Parlano a voce alta senza badare agli altri. Il Sud, l’eterno malato, e’ solo la parte vistosa dell’Italia che non funziona. Ma l’Italia ha una societa’ malata piu' delle altre proprio perche’ l’individualismo e' alla pari della sete di potere e dell’insicurezza. Il quadro politico italiano e l’economia sono lo specchio di una societa’ che in realta’ non dimostra segni di civilta'. Esistono poche realta’ imprenditoriali italiane che sanno sfruttare la cultura del bello che in Italia regge, nonostante lo sporco non appena si scopre la superficie. Ma non basta. Ogni governo nuovo e’ destinato a fallire perche’ il fallimento e‘ presente nella testa e nel cuore degli italiani, grandi showmen con poca sostanza, e soprattutto affidabilita’ minima. La cruda realta’.
Clara Uberti , walmeraner@gmail.com

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