18 June, 2018

Il Sindacato della Casta MAE )Ministero degli esteri)

scrive al neo sottosegretario Merlo denunciando anni di fallimenti:
"...Ma non saremo certo noi a ostacolare un necessario alleggerimento delle nostre strutture all’estero. E non saremo noi a ostacolare l’ammodernamento della nostra rete consolare, anche grazie all’impiego di nuove e più efficienti tecnologie. Siamo però stanchi di leggere entusiastici annunci d’innovazioni tecnologiche mirate all’informatizzazione e alla dematerializzazione dei servizi consolari. Con periodica enfasi siamo passati dal “Totem” del Senatore Mantica, da subito dismesso nei ripostigli del Mae, al Servizio Consolare Online – SECOLI - fino ad arrivare alla catastrofe del “Prenota Online”. Annunci – denuncia Lauriola – che hanno fatto colpo sull’opinione pubblica, ma che sono restati privi di seguiti concreti con l’incertezza sui modi di applicazione e, soprattutto, falsi poiché accompagnati dal continuo assottigliamento delle risorse (sia umane che finanziarie) con le quali i consolati avrebbero potuto essere veramente rimodernati”.
“Le lamentele dei connazionali sulle mancanze nei servizi consolari sono giustificate (vedi la pagina Facebook su Londra). Il rapporto tra impiegati e utenti – si legge ancora nella “lettera aperta” – è nettamente a sfavore di uno svolgimento dei servizi sereno e fluido. In parole povere: siamo in pochi, stanchi, sopraffatti e nemmeno noi, che ogni giorno in quelle sedi estere oggetto di critiche prendiamo servizio, riusciamo a fare “nozze con i fichi secchi”. Gli impiegati della rete consolare fungono ormai da anni da parafulmini, da “capri espiatori”, per le ire - spesso giustificate - di utenti esasperati. Qualche giorno fa, nella nostra lettera di congratulazioni al neo Ministro Moavero Milanesi, asserivamo che la riorganizzazione della rete consolare è impellente e che da anni chiediamo la creazione di unità periferiche, vicine alle nostre collettività all’estero, unità realizzabili a costo zero con l’ausilio delle Autorità dei Paesi ospitanti, soprattutto in ambito UE”.
“I nuovi flussi migratori comprendono anche connazionali giovani e altamente qualificati”, ricorda Lauriola. “Ebbene, anche questi giovani, che cercano un futuro oltre i confini dell’Italia, fungendo peraltro da valvola di sfogo di un mercato del lavoro incapace di assorbirli al proprio interno, non possono rischiare di trovarsi davanti alle porte chiuse delle loro Rappresentanze consolari e diplomatiche. 
A Lei, gentile Sottosegretario, segnaliamo altresì l’inadeguatezza, ormai ampiamente comprovata, dell’impiego di Consoli onorari nei centri di vecchia e nuova emigrazione”.
A Merlo, la Confsal Unsa Esreri chiede “un intervento forte sui dirigenti, capi di uffici consolari, che in taluni casi mostrano scarsa sensibilità verso il loro dovere di realizzazione del benessere organizzativo sul posto di lavoro, ora più che mai necessario in sedi sotto assalto di connazionali assillati da mille bisogni dettati dalla vita di lavoratore all’estero. Le chiediamo di contribuire a cambiare la filosofia dell’esistenza dei consolati, che dovrebbero tornare ad essere postazioni di difesa e di tutela delle collettività italiane, con personale ben preparato grazie ad adeguate misure formative, al fine di fare fronte alle vecchie e alle nuove esigenze della nostra italianità all’estero. È ora di rivedere il ruolo di consoli fino ad ora impegnati prevalentemente nella cosiddetta difesa dell’immagine del Paese sotto forma dell’ennesima “settimana della cucina italiana” o “serata del libro italiano” o “pomeriggio della scienza italiana”. Insomma, i connazionali hanno bisogno all’estero di servizi veloci ed efficienti, di tutela e di sostegno, tutto il resto è delegabile. I servizi dello Stato non lo sono”.
“La pubblicità della pasta e dei pomodori pelati torni ad essere competenza diretta di chi pasta e pomodori pelati produce, e lasciamo che la promozione dell’ultimo libro venga effettuata da chi i libri li stampa e li vende con legittimo guadagno”, scrive ancora Lauriola, che conclude: “su questi argomenti Le saremmo grati per ogni forma di dialogo da noi fortemente auspicato. Le auguriamo buon lavoro e una mano felice nella difficile gestione delle esigenze degli italiani all’estero, con la promessa di una collaborazione sindacale costruttiva e leale”.

Ora se lo dicono loro... quando lo dicevamo noi non eravamo ascoltati..

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