31 May, 2018

La verità viene a galla...

Solo chi era presente ai fatti può parlare con cognizione di causa , non coloro che hanno tutti gli interessi a trarre vantaggio....
Si comincia a capire l'opposizione del Console al progetto che l'architetto Gaetano Rao (che ricordiamo) aveva sostenuto (come provano queste pagine d'archivio) e l'avversione per anche solo discutere l'argomento  quando il Comites se ne era interessato. il 17 ottobre 2015 (vedere punto 8 all'ordine del giorno)


Dal testo pubblicato sul Corrriere canadese appare chiaro che il cosiddetto "Comitato" (nell'articolo si parla solo di CIBPA mentre gli altri membri non sono nominati, perché?) ha dato informazioni non esatte se un testimone che ha partecipato al processo di riacquisizione di "Casa Italia" contesta le affermazioni di chi non c'era, infatti .......
"Laureano Leone, ex parlamentare provinciale, ed ex leader dei precursori del Congresso Nazionale degli Italo-Canadesi (ora a tutti gli effetti, inesistente), la F.A.C.I., ha insistito sul fatto che la CIBPA non avesse nessuna autorità ad agire come partner. Ha controbattuto la dichiarazione secondo la quale la CIBPA avesse la facoltà di registrare i propri diritti di prelazione sulla proprietà se eventualmente l’Italia scegliesse di venderla o affittarla. Per l’Onorevole Leone, la delegazione di fiduciari che all’epoca si interessò di ottenere il padronato dal Governo Canadese, era stata sostenuta per tale compito dall’autorità a loro attribuita dalla “comunità” degli italo-canadesi in senso ampio. 
Ha dichiarato, inoltre, di essere in possesso di documenti che attestano quanto da lui affermato e che cioè né loro e né la CIBPA abbiano mai contribuito all’estinzione del mutuo sulla proprietà." 

Dal "Corcan":a firma Joe Volpe
Toronto - Il Console Generale Giuseppe Pastorelli insieme ad Eddy Burello, (qui sopra nella foto) ultimo presidente della CIBPA, prima di quello attualmente in carica, hanno tenuto la quarta consultazione pubblica sulla potenziale riqualificazione futuro del sito al 138 di Beverley Street, meglio conosciuto come Casa Italia.
Dalla sua acquisizione, per conto della comunità italiana di Toronto, prima della II Guerra Mondiale, l’edificio, a volte appellato Chudleigh House – ricordando il suo costruttore e possessore originale – è stato un tutt’uno con la storia della comunità italo-canadese del Golden Horseshoe.
Attualmente è indicato come sito Heritage (appartenente al Patrimonio), anche se qualcuno preferirebbe una definizione più limitativa, indicando che la designazione varrebbe solo per l’edificio. Un’interpretazione che permetterebbe la riqualificazione di parte del terreno che ospita la costruzione stessa.
L’assessore Joe Cressy dice che gli atti catastali la definiscono proprietà “residuale”, una volta isolata la componente patrimoniale (l’edificio) dal sito. Cressy ha incoraggiato il partenariato tra il Consolato e la CIBPA a condurre publiche consultazioni esplorative prima di presentare una proposta all’approvazione del Consiglio Comunale. E il consiglio è stato seguito.
Lunedì 28 maggio scorso, la partnership ha voluto semplicemente rendere noto di aver ricevuto sei risposte a ciò che loro chiamano “espressione di interesse” da parte di appaltatori potenzialmente intenzionati a presentare un progetto per lo sviluppo che soddisferebbe i requisiti stabiliti per ulteriori evoluzioni. 
Certamente, come per ogni riqualificazione, i contribuenti locali e gli interessati vogliono essere sicuri che il loro tornaconto non venga messo da parte. Ma non è questo che preoccupa la comunità e non è neanche la ragione principale per le consultazioni in atto.
Brevemente il Console Generale Pastorelli, ha elencato i principi alla base di ogni proposta: ogni profitto derivante dalla “riqualificazione” dev’essere sufficiente alla copertura dei costi per il miglioramento delle strutture esistenti (sempre all’interno dei parametri consentiti dai regolamenti dell’Heritage che controllano le restaurazioni). In questo ambito devono soddisfare le necessità dello Stato Italiano nel consolidamento potenziale delle sedi delle sue varie istituzioni a Toronto. 
In secondo luogo, il progetto dev’essere consistente con un’immagine dell’Italia come presenza storica a Toronto. 
E in terzo luogo, la comunità deve aver beneficio, sotto l’egida della CIBPA, nell’utilizzo di qualsiasi fondo residuo. Nonostante tutto l’impegno nello spiegare le ragioni giuridiche per le quali la CIBPA è o dovrebbe essere rappresentante della comunità in questo proposito, c’è ancora una certa renitenza verso l’organizzazione come portavoce della comunità e degli interessi di quest’ultima, in tale circostanza.
Laureano Leone, ex parlamentare provinciale, ed ex leader dei precursori del Congresso Nazionale degli Italo-Canadesi (ora a tutti gli effetti, inesistente), la F.A.C.I., ha insistito sul fatto che la CIBPA non avesse nessuna autorità ad agire come partner. Ha controbattuto la dichiarazione secondo la quale la CIBPA avesse la facoltà di registrare i propri diritti di prelazione sulla proprietà se eventualmente l’Italia scegliesse di venderla o affittarla. Per l’Onorevole Leone, la delegazione di fiduciari che all’epoca si interessò di ottenere il padronato dal Governo Canadese, era stata sostenuta per tale compito dall’autorità a loro attribuita dalla “comunità” degli italo-canadesi in senso ampio. Ha dichiarato, inoltre, di essere in possesso di documenti che attestano quanto da lui affermato e che cioè né loro e né la CIBPA abbiano mai contribuito all’estinzione del mutuo sulla proprietà. 
Dal suo canto, il partenariato sta operando sotto un Protocollo di Intesa (PdI), che copre un processo comprendente un’eventuale richiesta di proposta da parte di soggetti disposti a presentare un disegno e progettazioni soddisfacenti i principi descritti. Se una valutazione delle risposte dovesse risultare positiva, dal PdI  si passerà ad una fase contrattuale nella quale verrebbero chiaramente delineati i termini della partnership con diritti, doveri e vantaggi. 
Tutto questo sarà valido a prescindere da chi potrà essere il futuro Console Generale, visto il termine prossimo del mandato del dottor Pastorelli.

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