18 July, 2018

Chi controlla l'INPS?

Da: 

TITO BOERI, LE MIGRAZIONI E L’INPS - DI RODOLFO RICCI

...Boeri è arrivato ad ipotizzare che le pensioni possano essere erogate solo se si è residenti sul territorio nazionale, in modo, si è detto, che il Pil italiano non ne venga compromesso. Queste considerazioni hanno scatenato i rappresentanti delle comunità italiane all’estero: Tito Boeri ignorava, a loro parere, la storia e le ragioni dell’emigrazione italiana e allo stesso tempo ignorava il fatto che il pareggio del bilancio pubblico del nostro paese è stato per un secolo intero consentito o quantomeno fortemente supportato da miliardi di dollari di rimesse dei nostri connazionali che hanno contribuito al Pil nazionale con investimenti diretti, oltre che contribuendo alla penetrazione del made in Italy (cioè del nostro export) nei rispettivi paesi di arrivo. Ma allo stesso tempo, la minaccia di Boeri individuava uno scenario finora inimmaginabile: la pensione legata alla residenza obbligatoria … e alla negazione della libertà di movimento. Un bel progresso in termini di liberalismo!
Un ultimo esempio, ancora più attuale: Il Presidente dell’Inps, mentre si rammarica della diminuzione di flussi di immigrazione verso l’Italia, non si scandalizza affatto che centinaia di migliaia (anzi milioni) di giovani italiani abbiano ripreso negli ultimi dieci anni, la via dell’emigrazione verso il nord Europa e altri paesi extra-europei. Utilizzando le sue argomentazioni di cui sopra, gli sembra evidentemente normale che i nostri giovani vadano a rinsaldare i bilanci degli istituti previdenziali di altri paesi affetti, come il nostro, da decremento demografico: cioè che vadano a pagare le pensioni a tedeschi, inglesi, svizzeri, francesi, olandesi, ecc. Neanche si preoccupa che il trasferimento (enorme in termini di patrimonio) di questo capitale umano formato a spese dello Stato e delle famiglie italiane vada a implementare il Pil di altri paesi, quindi a ridurre il nostro e, conseguentemente, a rendere ancora più difficile il recupero del rapporto Debito-Pil che grava sull’Italia, cosa che dovrebbe costituire, per bocca degli economisti come Boeri, l’obiettivo principe su cui convergere....


Rodolfo Ricci = Carneade chi era costui? Forse della FAIM?  o dell FILEF? o ancora della 
Federazione italiana emigrazione immigrazione (abbiamo troppe associazioni e poche idee purtroppo.)

17 July, 2018

Avete soldi in Italia?

Se sono depositati in un  conto bancario (conto corrente, libretto di risparmio o di deposito) se da 10 anni non li avete movimentati ossia non avete fatto operazioni su quel conto, diventano classificati come  "dormienti" ossia ....


ROMA\ aise\ - “Il DPR 116 del 2007 prevede che le somme non riscosse, ovvero non movimentate da almeno 10 anni, dai legittimi proprietari vengano, previa comunicazione, automaticamente trasferite in un Fondo costituito presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze al fine di risarcire i risparmiatori vittime di frodi finanziarie. Se in Italia gli esiti dell'invio della comunicazione, la cosiddetta Raccomandata, sono spesso infruttuosi ancor più lo sono purtroppo per i connazionali residenti all'estero”. Così Massimo Ungaro, deputato del PD eletto in Europa, secondo cui “sarebbe in effetti molto utile obbligare l'intermediario finanziario alla verifica periodica dell'esistenza in vita e della variazione di residenza dei titolari dei rapporti dormienti, anche attraverso l'autorizzazione l'accesso informatico dell'intermediario all'anagrafe residenti all'estero AIRE”. 
Sul tema il deputato ha interrogato il Ministro dell’Economia Tria affinché, spiega, “il Governo Conte conceda agli intermediari l'accesso informatico alle banche dati anagrafiche per consentire un rapido accertamento dello stato in vita e della residenza degli iscritti all'AIRE e si prevedano anche forme di pubblicità della normativa vigente presso le nostre missioni diplomatico-consolari all'estero”. (aise) 

L'idea demenziale di cotando deputato del PD si basa sull'errato presupposto che l'AIRE (ossia l'anagrafe dei residenti all'estero sia valida ed aggiornata.
Speriamo in idee migliori: una campagna informativa su RAI Italia? o sui siti dell'INPS? o dei ministeri? e i Patronati dormono?

Condivido

La mia esperienza mi porta a condividere quanto scritto a Italians di Beppe Severgnini del 16 luglio 2018

Caro Beppe, sono figlia di emigrati italiani degli anni '60, anni in cui si veniva discriminati anche in modo diretto, si veniva evitati e si aveva difficolta’ ad avere alloggi decenti perche’ nessuno voleva avere a che fare con italiani. Quindi ho vissuto il razzismo in prima persona da piccola. Ma, a differenza di una persona di colore non ho mai usato la carta del razzismo. I miei genitori lavoravano entrambi e si sono dati da fare. Con gli anni siamo stati accettati perche’ eravamo una famiglia perbene. Non abbiamo mai frequentato gli altri italiani all’estero. Ho notato da anni una forte emigrazione di italiani, non solo di lavoratori ma anche di dirigenti. La cosa che hanno pero’ in comune e’ l’arroganza e la falsita’ nei modi di apparire. Predatori nati per impossessarsi di quello che gli altri hanno. Il paese di Machiavelli e’ il paese forse piu’ bello del mondo, ma il comportamento degli italiani in genere e’ deplorevole, totale assenza di moralita’ ed etica. Esiste un'enorme insicurezza che viene spenta con un esagerato senso dell’io e della propria importanza. Parlano a voce alta senza badare agli altri. Il Sud, l’eterno malato, e’ solo la parte vistosa dell’Italia che non funziona. Ma l’Italia ha una societa’ malata piu' delle altre proprio perche’ l’individualismo e' alla pari della sete di potere e dell’insicurezza. Il quadro politico italiano e l’economia sono lo specchio di una societa’ che in realta’ non dimostra segni di civilta'. Esistono poche realta’ imprenditoriali italiane che sanno sfruttare la cultura del bello che in Italia regge, nonostante lo sporco non appena si scopre la superficie. Ma non basta. Ogni governo nuovo e’ destinato a fallire perche’ il fallimento e‘ presente nella testa e nel cuore degli italiani, grandi showmen con poca sostanza, e soprattutto affidabilita’ minima. La cruda realta’.
Clara Uberti , walmeraner@gmail.com

13 July, 2018

SE vogliamo ridere.....

Un meeting per decidere se si debba continuare a insegnare una lingua straniera ai ragazzi che lo chiedono nelle classi dall'asilo ai 13 anni.
Il video completo (3 ore) è visibile qui 
(Qualcuno potrebbe imparare a gestire una assemblea da questa signora: Maria Rizzo)
Riunione del 12 luglio 2018 - Toronto
Vedi il Video.   Vedi l'agenda


11 July, 2018

Ci risiamo con la minaccia di cancellare i corsi d'italiano nelle scuole

A intervalli regolari, come la neve, la stagione delle foglie, e la dischiarazione delle tasse, ritorrna la richiesta di abolire l'insegnamento dell'Italiano e di altre lingue
.

Firma la petizione

A questa pagina la petizione lanciata da un insegnante e condivisa da tutti per protestare contro una azione strumentale che vuole usare i diritti sindacali rivendicati da un piccolo sindacato (OECTA? Carneade chi era costui?) contro gli interessi verificati di insegnare ai nostri figlu e nipoti la lingua e la cultura delle origini con il programma "International language"in orario scolastico.
il documento del Board che convoca quersta riunione straordinaria (quasi segreta) è disponibile a questa pagina ( in inglese e si tratta di 105 pagine).
Il testo che ci riguarda e che contiene le motivazioni e le conclusioni è alla pagina 49  e seguenti che vi propongo a questo indirizzo:

Con le conclusioni proposte da: D. Koenig, Associate Director of Academic Affairs &
Send them your opinion

 "E. RECOMMENDATIONS
1. That the Board discontinue offering the ILP in the extended-day format
commencing September 1, 2018 as per the Arbitrator’s Award.
2. That the Board not integrate the ILP during the regular school day of 300
minutes of instructional time.
3. That the Board offer options to register in the ILP before or after school, and
on Saturdays commencing in September 2018." (Page 49)
Le comunità degli utenti dell'International Language Program  del Provveditorato Cattolico di Toronto "sentitamente" ringrazia (!)

Inutile sottolineare l'assenza assordante di istituzioni che si sino avvantaggiate e dovrebbero tutelare tale servizio. Se n'è accorto persino il giornale di Toronto che scrive (talvolta) in italiano dicendo:  
Con grande rammarico tacciono anche organizzazioni che si sono autoproclamate voci della comunità italiana, come la Canadian Business Professional Association, il Comites, la Camera di Commercio Italiana dell’Ontario che avrebbero dovuto sostenere a spada tratta l’insegnamento dell’ILP. (Corriere canadese: 12/ luglio 2018)

(EB)